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L’azienda  di Arzignano  allargherà il proprio quartier generale di altri 3 ml mq e nel frattempo sta progettando nuovi macchinari da lanciare sul mercato mondiale.

Il mercato della pelletteria a livello mondiale rallenta, ma la Bergi Spa di Arzignano (Vicenza), realtà di spicco su scala internazionale nel settore della progettazione, costruzione e vendita di macchine e automazioni per l’industria conciaria, investe nel futuro, sia per quanto riguarda la sede principale, che sarà ampliata di quasi 3 ml mq, comprensivi anche del nuovo laboratorio di ricerca, sia in termini di produzione, una scelta  che la porterà a potenziare la propria gamma di macchinari, anche con nuovi modelli, attualmente in progettazione, che saranno immessi nel mercato.

“La situazione complessiva a livello globale – conferma mauro Bergozza, amministratore  dell’azienda fondata nel 1965 dal padre Giovanni (scomparso lo scorso anno) e di cui è socio con i due fratelli Alberto e Federico – non è sicuramente positiva, in virtù delle turbolenze che si registrano in tutto il mondo, a  causa del calo dei  consumi e di altre dinamiche non solo legate al mondo industriale. Preoccupante anche la crisi dell’automotive, dove, se si fa eccezione per singoli ordini, i maggiori gruppi internazionali hanno spostato tutti i budget previsti per quest’anno al 2020, anche se non è detto che la prossima annata sia davvero quella del rilancio”

Crede che assisteremo a breve a un’inversione del trend economico ?

La storia ci insegna che le ondulazioni del mercato ci sono sempre state, dopo  un periodo difficile, c’è sempre una ripresa. La situazione attuale non ci spaventa e per questo abbiamo deciso di ampliare notevolmente la nostra sede di Arzignano, pianificando anche investimenti su macchinari e sulla forza lavoro interna. Personalmente ritengo che questo cambio di rotta possa avvenire nel 2021, con un aumento degli ordinativi, anche se sicuramente non ai livelli del boom.
Allo studio abbiamo inoltre nuovi macchinari, che riguardano il mondo della pelle ma anche altri comparti, garantendo così il prosieguo dell’attività ad alti livelli negli anni futuri. Per quel periodo avremo concluso i lavori di allargamento, potendo così sviluppare l’attività in maniera più strutturata.

In cosa consiste questo ampliamento?

Verrà costruito un nuovo capannone di circa 1600 mq destinato  alla produzione e una palazzina di oltre 1.000 mq dove verranno trasferiti gli uffici amministrativi e commerciali, con due sale riunioni, di cui una commerciale, dove potremo organizzare in spazi più adeguati corsi di formazione e di aggiornamento per i nostri dipendenti e agenti. Nella stessa palazzina troverà posto anche il laboratorio prove, che riusciremo ad avere nel nostro interno,  potendo così seguire direttamente tutte le fasi importanti del ciclo produttivo. Nelle aree libere dello stabilimento attuale ci si occuperà del montaggio di tutte le altre macchine, con  il raddoppio dello spazio per quanto riguarda il reparto di automazione, in particolare per la sezione Bertech. L’ampliamento sfrutterà tutta la superficie edificabile: per questo motivo abbiamo deciso di realizzare un grande garage interrato, per  un totale di oltre 800 mq. con 23 posti auto.

Parliamo dei vostri numeri economici: qual è la situazione del mercato e su quali state puntando?

La nostra quota export supera il 70%, il mercato internazionale è quello che ci ha sempre dato da mangiare e lo farà anche in futuro, visto che fuori dall’Italia esistono i maggiori margini di crescita. Per noi, l’Europa  ha sempre rappresentato una linea guida, con in testa i Paesi come  Italia, Francia, Germania e Inghilterra, ma siamo concentrati anche sul  versante est del mondo: storicamente siamo molto presenti dal Medio all’Estremo Oriente, dall’india al Giappone, di  fatto una buona fetta del mercato la  coprivamo noi prima dell’avvento dei coreani. Il Sud America e  il Nord America, dove  tuttora operiamo, sono mercati più calmi e meno  sviluppati dell’Asia, ma continuano a garantire continuità a livello quantitativo, con Brasile e Argentina in testa e in maniera minore Perù, Ecuador e Colombia. Anche in Messico negli ultimi anni siamo riusciti a crearci il nostro spazio.

Gli analisti sostengono che in futuro l’Africa potrebbe diventare un continente in cui esportare notevolmente. Lei cosa ne pensa?

E’ possibile che questo possa avvenire in futuro. Noi stiamo monitorando la situazione, per il momento siamo presenti solo in Sud Africa, mentre il Nord e il Centro Africa ancora non fa parte del nostro mercato diretto, pur avendo nostre macchine presenti tramite concerie inglesi e grandi gruppi internazionali in queste aree e in Zimbabwe. Contemporaneamente, stiamo osservando l’influsso dell’economia dei cinesi, che potendo usufruire di ingenti finanziamenti statali dal loro Governo, stanno per entrare in maniera massiccia soprattutto nel Centro Africa, non solo per vendere macchinari, ma anche per costruire concerie, calzaturifici, agglomerati produttivi sino a quartieri interi, con tanto di case e servizi. Certamente l’Africa sarà il prossimo  sbocco futuro, stiamo monitorando la  situazione per capire bene come operare e proporre i nostri prodotti.

Parliamo dei prodotti. Che novità porterete in fiera a Milano all’edizione 2020 del Simac Tanning Tech?

Sicuramente riproporremo la smerigliatrice a nastro, l’Attiva, che sta riscuotendo grande successo sia per gli alti standard qualitativi che per quanto riguarda l’affidabilità. Il primo macchinario l’abbiamo già consegnato alla conceria Faeda di Arzignano: siamo veramente contenti del funzionamento, visto che lavora da maggio 2019 e sinora non abbiamo fatto nessun intervento. Il cliente, e noi con lui, è molto contento anche delle prestazioni: grazie al tappeto di introduzione, una volta che la pelle è puntata, la macchina si arrangia a distenderla e a smerigliarla senza problemi.
Con il sistema a 45 gradi da noi progettato, il prodotto finale esce  talmente steso, che non serve il “raddrizza pelli” al punto che il sistema non entra mai in funzione. Attualmente ne stiamo assemblando altre due per clienti importanti, entrambi all’estero: per la nostra azienda è un altro passo importante.
Oltre all’Attiva, stiamo preparando una linea transfer per la rifinizione a secco delle mezzine, quindi senza l’utilizzo di acqua e di emissioni in atmosfera. Speriamo di essere pronti in tempo utile per esporre e Milano il nuovo trovato, Incrociamo le dita.

Intervista a Mauro Bergozza – Style Tannery International – Nov/Dec 2019

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